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Tra le numerosissime attrazioni che offre New York, per gli appassionati di aviazione c'è una tappa davvero obbligata. La città ospita infatti lo Intrepid Museum, la recente e sintetica denominazione del polo museale aeronautico, navale e spaziale che da ormai più di 40 anni prende il nome dalla portaerei omonima, che ne ha rappresentato il nucleo iniziale e ne è tuttora il fulcro.
L'unità, una delle ventiquattro della classe Essex costruite a partire dal 1942, ha preso parte all'ultima parte del secondo conflitto mondiale nel teatro del Pacifico ed è stata tra le protagoniste della Battaglia del Golfo di Leyte, che ha segnato la definitiva sconfitta della Marina Imperiale giapponese.

Per lungo tempo la Intrepid è stata considerata una nave "sfortunata" e il suo stesso equipaggio durante il secondo conflitto mondiale le aveva affibbiato nomignoli non troppo edificanti, come "Decrepid" e "Evil I", probabilmente per la sua propensione ad essere colpita dal nemico, silurata una volta e vittima, in tempi diversi, di ben quattro attacchi kamikaze, ai quali è tuttavia sempre sopravvissuta.

La storia di questa unità, ricca di episodi interessanti, non si esaurisce con la fine del conflitto, e dopo un periodo di disarmo, prosegue a partire dagli anni '50 e per i successivi 25 attraverso progressivi aggiornamenti tecnologici, per arrivare a concludersi con il coinvolgimento nella Guerra del Vietnam.

Dopo l'uscita dal servizio attivo nel 1974 ed un periodo passato dapprima in riserva e poi in disarmo, dato il suo notevole interesse storico, la nave è stata scelta per la conservazione e dopo opportuni lavori di bonifica e restauro ha trovato collocazione a partire dal 1982 presso il molo 86 del porto di New York dove si trova tutt'ora.

A suggello della sua lunga carriera, nel 1986 la nave è stata riconosciuta come sito di interesse storico nazionale e oggi la portaerei è visitata da centinaia di migliaia di persone all'anno ed è uno dei pochissimi musei al mondo dove è possibile ammirare, tra le altre cose, uno dei rimanenti quattro esemplari di Space Shuttle.

La collezione aeronautica del museo, di notevole interesse storico, è esposta per la gran parte sul ponte a proravia della nave e di fronte all'isola di comando, mentre a poppa sono stati allestiti il padiglione dello Spazio, che ospita lo Space Shuttle Enterprise e numerosi altri cimeli legati alla esplorazione spaziale, oltre ad una seconda struttura coperta dedicata al restauro dei velivoli della collezione.

L'hangar sottostante, che si estende per quasi tutta la lunghezza del ponte di volo, ospita il resto della collezione aeronautica, e nello specifico alcuni dei più rappresentativi modelli di velivoli ad ala fissa e rotante che hanno operato dalla portaerei durante la sua lunga carriera, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale fino a quella del Vietnam mentre lo spazio rimanente è dedicato alla esposizione di cimeli, ricostruzioni storiche per mezzo di pannelli illustrativi ed ad un ampia zona dedicata ai simulatori di volo ed ad attrazioni multimediali dedicate al pubblico più giovane.

Di sicuro interesse la ricostruzione storica mediante filmati d'epoca e effetti speciali di luci e fumi che circa ogni ora illustra, nel punto della nave in cui realmente accaddero, i fatti che portarono l'unità ad essere colpita nel Mare delle Filipppine da due velivoli kamikaze giapponesi il 25 Novembre del 1944, con la perdita di 69 militari imbarcati sulla nave.

Lungo le pareti del grande hangar pannelli, modelli, fotografie e cimeli d'epoca illustrano la storia operativa della nave e molto istruttiva in questo senso è la presenza di due modelli di grandi dimensioni che mostrano chiaramente l'evoluzione del suo scafo nel passaggio al ponte angolato caratteristico delle portaerei moderne, avvenuto durante un primo ammodernamento effettuato negli anni '50 per permettere l'operatività dei nuovi velivoli a getto.
L'hangar sottocoperta espone i velivoli più vecchi e, per ovvi motivi logistici, di minori dimensioni. Si viene accolti all'entrata da uno splendido esemplare di FG-1D, versione costruita su licenza dalla Goodyear del celeberrimo Vought F4U-1 Corsair, modello che ha operato dalla Intrepid durante le ultime fasi del secondo conflitto mondiale insieme al Grumman TBM Avenger, anche esso presente ed esposto nei colori del Torpedo Squadron 18 (VT-18) ed impressionante per la sua mole.

Tra i primi modelli a getto ad operare dalla Intrepid, è stato lo FJ-3 Fury, versione navalizzata dello F-86 Sabre, celebre per il suo decisivo ruolo durante la Guerra di Corea, conflitto in cui anche la Intrepid è stata coinvolta, uno splendido esemplare del quale è esposto con i colori del VF-33. Il conflitto coreano ha segnato anche la definitiva consacrazione dell'utilizzo sulle portaerei dei mezzi ad ala rotante, utilizzati per compiti di osservazione, ricognizione, trasporto e soprattutto per il recupero degli equipaggi di velivoli abbattuti in missione o caduti per incidente.
In questa ottica è molto interessante la presenza di un raro Piasecki HUP-2 Retriever, piccolo elicottero utility birotore, talmente piccolo da poter utilizzare gli ascensori della portaerei senza necessità di ripiegare le pale, che ha operato dalla nave negli anni che vanno dal 1954 al 1961, mentre la presenza di un bellissimo Douglas A-4B nei colori del VA-95, compatto cacciabombardiere che ha accompagnato con il conflitto vietnamita l'ultimo periodo operativo della Intrepid, giustamente chiude il percorso espositivo sottocoperta.

La collezione aeronautica del museo, che prosegue sul ponte di coperta, comprende alcuni esemplari di notevole interesse, il primo dei quali, se non altro per la sua mole, è sicuramente uno dei prototipi del Lockheed A-12, velivolo da Mach 3 inizialmente sviluppato per la CIA che si è poi evoluto nello SR-71 Blackbird usato dall'USAF per compiti di ricognizione strategica durante la Guerra Fredda.

L'esemplare esposto in particolare è stato utilizzato a partire dal 1962 per la sperimentazione della speciale verniciatura nera radar-assorbente che caratterizza il modello, operando dalla notissima "Aerea 51" nel deserto del Nevada.

Altro velivolo molto interessante e non facilmente visibile altrove è un esemplare di Kfir C1, evoluzione dello IAI Nesher, copia modificata di produzione israeliana del Dassault Mirage V.

Sviluppata dalla Israel Aircraft Industries a partire dagli anni settanta, il velivolo era dotato di motore americano Pratt & Whitney J-79, lo stesso utilizzato dal McDonnell-Douglas F-4 e dal Lockheed F-104, per aggirare l'embargo che impediva allo stato ebraico l'acquisto dei motori francesi che equipaggiavano i Mirage.

Questo modello, che ha ottenuto un buon successo all'esportazione, ha servito con la sigla di F-21A dal 1985 al 1989 in 25 esemplari ottenuti in leasing anche nel VF-43 della Marina americana e nel VFMT-401 dei Marines, reparti specializzati nel ruolo di "aggressori" nelle missioni di addestramento al combattimento aereo, e l'esemplare esposto, donato al museo dalla IAI, veste infatti la livrea standard adottata dall'aeronautica israeliana con l'aggiunta di stemmi, codici e insegne dei due reparti americani che lo hanno utilizzato.

Molto interessanti anche due esemplari di Mig, un Mig-21 PFM ed un PZL-Mielec Lim-5, copia prodotta su licenza in Polonia del Mig-17, recentemente restaurati e riverniciati a rappresentare rispettivamente un velivolo appartenente al 10° Reggimento Caccia Intercettori della aeronautica polacca, da cui proviene l'esemplare esposto, e un velivolo delle forze aeree del Vietnam del Nord.
Per noi italiani è motivo di orgoglio trovare tra i velivoli esposti anche un MB.339 donato dalla nostra Aeronautica Militare nei colori della PAN, protagonista nel 1985 e nel 2024 di due trionfali tournée in Nord America. Da segnalare poi la presenza di uno splendido esemplare di AV-8C, la versione americana dello Harrier a decollo e atterraggio verticale, esposto nei colori del VMA-231 imbarcato sulla portaelicotteri USS Roosevelt, che nelle versioni più recenti continuerà ad operare con l'aviazione dei Marines presumibilmente fino alla fine del decennio in corso.

Una buona parte del ponte di volo è poi riservata ai velivoli di costruzione Grumman, azienda che ha prodotto per lungo tempo i velivoli di punta della marina americana, rappresentati a partire dal compatto F9F-8 Cougar, passando per il raro F-11A Tiger, esposto nei colori dei Blue Angels, la pattuglia acrobatica della US Navy, per il velivolo radar E-1B Tracer, evoluzione dello S-2 Tracker per la lotta antisom e del C-1 Trader da trasporto, per un raro prototipo di A-6F Intruder II, fino ad arrivare al celeberrimo F-14 Tomcat.
Quest'ultimo è il settimo esemplare costruito ed uno di quelli utilizzati dalla Grumman per lo sviluppo di tutte le versioni successive del modello fino alla definitiva versione "D" denominata "Super Tomcat", uscita dal servizio attivo della US Navy nei primi anni duemila.

Interessante anche la componente ad ala rotante, presente con un Sikorsky HH-52 esposto nei colori del distaccamento basato a Brooklyn della Guardia Costiera, un Bell AH-1J Sea Cobra dei Marines veterano della guerra del Golfo del 1991 e ultimo esemplare a volare di questa versione, un raro Bell UH-1A dell'esercito, uno dei soli due esemplari rimasti di questa iniziale versione del popolare Huey, ed un iconico Sikorsky H-19 della Marina americana.

Altro modello non molto comune in esposizione sul ponte principale è uno splendido Chance-Vought F-8K "Crusader", che veste la livrea del velivolo del Tenente Tony Nargi, pilota del VF-111 della US Navy distaccato sulla Intrepid, che il 19 Settembre 1968 abbatté con un missile Sidewinder un Mig-21 nordvietnamita.
Di particolare interesse anche uno dei prototipi del massiccio bombardiere ad elica Douglas AD-1 Skyraider (designato in origine XBT2D-1 Dauntless II), così come un caccia Douglas F4D Skyray esposto nei colori del VF-162, che ha operato tra il 1961 e il 1962 dalla Intrepid, ed un raro McDonnell F-3B Demon, velivolo sviluppato a metà anni '50 e da cui si è poi evoluto il ben più prestante F-4 Phantom, presentato con la livrea del VF-41 imbarcato sulla USS Independence.

Tra i pochi velivoli presenti non operati dalla Marina statunitense, degno di nota un F-16A appartenuto al 138° Squadron del 174° Tactical Fighter Wing, "The Boys From Syracuse" (città presso cui il reparto è di base) della Guardia Aerea Nazionale di New York, veterano delle prima Guerra del Golfo, alla quale ha partecipato dal primo giorno dell'Operazione "Desert Storm".
Alcuni dei velivoli esposti sono in prestito da altre istituzioni museali americane, in particolare dal museo della aviazione della marina di Pensacola (FL), e da quello dell'aeronautica militare americana, ma questo non è il caso del Northrop T-38N Talon appartenuto alla NASA e donato al museo, che introduce al padiglione dedicato alla esplorazione spaziale che custodisce il prezioso Space Shuttle Enterprise, il prototipo dell'Orbiter privo di motori utilizzato per le prove dei sistemi di bordo e nei test di planata, oltre ad altri rari reperti, come una navicella Soyuz.
La mole del mezzo e le limitate dimensioni del padiglione che lo accoglie non consentono oggi di poterlo riprendere agevolmente nella sua interezza, pubblichiamo quindi, pensando possa essere interessante, uno scatto risalente a Novembre 2012, quando, alla fine di ottobre di quell'anno e a poche settimane dal suo arrivo a bordo, l'uragano Sandy colpí la città di New York.

L'uragano provocò ingenti danni in città e tra le altre cose fu causa del crollo del capannone che ospitava la navetta, portando ad una temporanea chiusura del museo e lasciando forzatamente l'Enterprise esposto all'esterno per alcune settimane.

Dall'immagine sono evidenti i danni, poi riparati, provocati alla deriva dal collasso della struttura che la ospitava.

La visita a bordo non si limita comunque ai soli velivoli e gran parte della intera nave è accessibile ai visitatori sia sottocoperta che all'interno dell'isola di comando sul ponte, dove appassionati volontari, tra i quali anche veterani che hanno effettivamente prestato servizio sulla nave, sono a disposizione dei visitatori per soddisfare ogni curiosità.

La visita allo Intrepid Museum non si esaurisce fisicamente con la nave di cui porta il nome, dato che il medesimo biglietto di ingresso permette la visita al sommergibile USS Growler (SSG-577), ormeggiato sul lato opposto dello stesso molo, visitabile anche internamente e peculiare perché dotato dei primi missili radioguidati dotati di carica nucleare imbarcati su sommergibile. I missili in dotazione, gli RGM-6 "Regulus" erano subsonici e potevano essere lanciati solo con il sottomarino in emersione, con gli evidenti rischi per il battello che ciò comportava.

L'intero programma di deterrenza strategica nucleare, che prevedeva la costruzione di numerosi sommergibili di questo tipo, fu quindi interrotto nel 1958 dopo la realizzazione di due sole unità in favore di quelle dotate del nuovo missile balistico sottomarino (Submarine Launched Ballistic Missiles, SLBM) "Polaris".

Ultimo ma non certo per importanza, non si può non menzionare il bellissimo esemplare di Concorde (l'esemplare con registrazione G-BOAD) appartenuto alla British Airways che troneggia sul molo 86 accanto alla Intrepid.

Dopo un lungo periodo di esposizione alle intemperie il velivolo ha ricevuto due anni fa un restauro completo, iniziato ad Agosto del 2023 e concluso a Marzo 2024 e ha ripreso il suo posto dopo il viaggio sulla chiatta che lo ha riportato dai Brooklyn Navy Yard, dove è stato restituito al suo originale splendore. Il velivolo è visibile dall'esterno con lo stesso biglietto di ingresso al Museo, ma è possibile visitarlo internamente con una guida, previa prenotazione ed acquisto di un biglietto apposito.
Non possiamo quindi che raccomandare a qualunque appassionato che si trovi a visitare la Grande Mela anche una visita a questa splendida realtà museale e vi rimandiamo al suo sito istituzionale per gli orari di apertura, la modalità di accesso e tutte le informazioni aggiornate su ciò che offre.

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