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E' partita lo scorso 23 Maggio l'edizione 2026 del "Gidro" d'Italia. Il simpatico gioco di parole tra Giro e Idro tradisce lo scopo dell'iniziativa promossa dall'Associazione Aviazione Marittima Italiana, ovvero un giro d'Italia effettuato esclusivamente da idrovolanti che anche quest'anno, attraverso un percorso a tappe, toccheranno i principali idroscali nazionali per promuovere il turismo locale e non far dimenticare la grande tradizione del nostro Paese nello sviluppo di questo peculiare tipo di aeromobile.
L'idrovolante, in una primitiva versione priva di motore e trainata da un motoscafo, nasce già nel 1905 ovvero due anni dopo il volo del primo aeroplano a motore della storia, ma risale al 1910 il primo modello dotato di propulsione propria, "Le Canard" del francese Henri Fabre.

Il pilota e pioniere dell'aviazione italiana Mario Calderara progettò un modello nel 1911 capace di trasportare anche tre passeggeri oltre al pilota, facendolo volare nel Golfo di La Spezia e spalancando le porte allo sviluppo di questo particolare tipo di aeromobile, specialmente interessante per le nazioni come la nostra, con un lungo sviluppo costiero e/o con la disponibilità di laghi.

La possibilità di utilizzare uno specchio d'acqua di lunghezza virtualmente illimitata per decolli e atterraggi eliminava infatti la necessità di terreni e piste di volo di grandi dimensioni da preparare e mantenere in buone condizioni e permetteva il più delle volte l'utilizzo di strutture portuali già esistenti.

Lo sviluppo del mezzo continua negli anni venti e trenta del secolo scorso, e raggiunge il suo apice poco prima dell'inizio degli anni quaranta.

E' il periodo degli idrocorsa e delle gare di velocità, come la Coppa Schneider, in cui l'Italia e in particolare i modelli progettati dall'Ing. Castoldi della Macchi alla guida di piloti come Francesco Agello, conquisteranno primati che restano imbattuti tutt'oggi.

Ed è anche il periodo delle crociere aeree, quelle che prima della Seconda Guerra Mondiale resero famosa la nostra aviazione e la nostra industria aeronautica grazie alle imprese dei nostri idrovolanti, come il SIAI-Marchetti SM.55, che dimostrarono la fattibilità di traversate atlantiche e promossero lo sviluppo dei grandi idrovolanti da trasporto passeggeri utilizzati fino al primo dopoguerra.
Dopo quegli anni gloriosi, lo sviluppo dell'idrovolante rallentò. La maggiore potenza ed efficienza dei motori permetteva la realizzazione di velivoli terrestri anche di grandi dimensioni che potevano decollare da piste sempre più corte eliminando uno dei principali punti di forza dell'idrovolante, che andò a specializzarsi in ruoli particolari, come il soccorso aereo sul mare.

Oggi l'utilizzo dell'idrovolante in Italia è limitato all'aviazione da diporto, principalmente per la mancanza di idroscali attrezzati, il più grande dei quali rimane l'Idroscalo Internazionale di Como, fondato nel 1930 sulle sponde del lago e della città omonima.
L'Aviazione Marittima Italiana è una associazione aeronautica che vuole promuovere il turismo aeronautico e specificamente l'utilizzo di velivoli anfibi, anche cercando di recuperare gli idroscali storici nazionali, ed è questo il motivo per cui nasce il Giro d'Italia in Idrovolante, giunto quest'anno alla sua seconda edizione.

I partecipanti di quest'anno sono sei Savannah Hydro, appartenenti a diversi sodalizi sia nazionali che esteri che utilizzano la versione idrovolante di questo modello di ultraleggero, ampiamente diffuso e costruito dalla italiana ICP Srl a partire dai primi anni duemila.

Il Gidro 2026 si articola su due percorsi, il primo iniziato il 23 Maggio da Sesto Calende ha toccato Castelletto Sopra Ticino il 24, il Lago di Como il 25, Desenzano del Garda il 26 e 27, per concludersi a Trieste dal 28 al 30 Maggio.

Il secondo percorso partirà il 5 Settembre dal Lago Trasimeno per toccare Orbetello il 6, il Lago di Bracciano il 7, Cagnano Varano l'8, Bari il 9, Brindisi il 10, Taranto l'11, Galatina il 12 per concludersi poi a Gallipoli il 13 Settembre.
Alla presenza delle Autorità locali la presentazione di questa edizione del "Gidro" è avvenuta a Sesto Calende (VA), nella splendida cornice del Lago Maggiore, con l'arrivo dei sei velivoli che dopo l'ammaraggio hanno preso posto sul piazzale antistante l'edificio che ospitava le officine della SIAI (Società Idrovolanti Alta Italia), per il giusto tributo alla memoria storica di questa specialità nel nostro Paese.

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