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Si celebra quest'anno il 75° Anniversario della costituzione dell'Aviazione dell'Esercito. Anche se la stessa Aeronautica Militare nasce come costola del Regio Esercito, con il Regio Decreto n. 645 del 28 Marzo 1923 essa si eleva allo status di Forza Armata indipendente e dal 1937 un'apposita legge la rende unica autorizzata all'utilizzo dello strumento aereo, motivo per cui, pur avendone sancito la nascita, l'Esercito si ritrova orfano della propria componente aerea.
E' solo nei primissimi anni cinquanta che la situazione viene corretta e la Forza Armata viene autorizzata, nonostante il parere contrario dell'Arma Azzurra e i notevoli intralci burocratici, a dotarsi di velivoli leggeri.

L'immediato dopoguerra rende infatti disponibili enormi surplus di apparecchi militari statunitensi e, in base ad un programma di aiuti e potenziamento per i paesi facenti parte della NATO, vengono destinate all'Italia diverse decine di velivoli da osservazione e collegamento Stinson L-5 e Piper L-18, veterani del secondo conflitto mondiale, che costituiranno l'ossatura della nuova componente aerea dell'Esercito, che nasce ufficialmente il 10 Maggio 1951 e prende il nome di Reparto Aereo di Artiglieria, mutato a partire dall'anno successivo in Centro Addestramento Osservazione Aerea per l'Artiglieria.

La denominazione della sezione aerea dell'Arma cambierà spesso negli anni successivi con l'evoluzione del proprio ruolo all'interno della Forza Armata, anche grazie ad una nuova legge che a partire dal 1956 limita il monopolio dell'Aeronautica ai soli mezzi aerei con peso superiore ai 1500 Kg, rendendo quindi possibile l'acquisizione dei primi elicotteri leggeri Agusta-Bell AB.47G che vengono destinati al Reparto Sperimentale Elicotteri basato a Casarsa della Delizia (PN).
Con il consolidamento dell'attività aerea il 31 Dicembre 1959 la specialità viene denominata Aviazione Leggera dell'Esercito (con l'acronimo ALE) e a partire dagli anni sessanta iniziano ad essere acquisite macchine sempre più moderne, prestanti e specializzate, a cominciare dall'Agusta-Bell AB.204, seguito dallo AB.205, modello che ne è l'evoluzione e che, tuttora in servizio, è stato la colonna portante della specilità per cinque decenni, cosi come l'elicottero utility AB.206 che rappresenta ancora oggi una ottima piattaforma per l'addestramento iniziale dei piloti di elicottero.

Con il passare degli anni e l'allentarsi delle restrizioni si aggiungono ulteriori macchine, sia ad ala fissa, come il velivolo da osservazione SIAI-Marchetti SM-1019 (in sostituzione dei Cessna O-1 che negli anni settanta avevano sostituito i più vecchi modelli Piper e Stinson), che ad ala rotante, come l'elicottero pesante birotore da trasporto Boeing/Vertol CH-47 "Chinook" o l'elicottero da attacco Agusta A.129 "Mangusta" che entra in servizio negli anni novanta.

Il 12 Giugno 1993 la componente aerea dell'Esercito prende finalmente il nome di AVES (AViazione dell'ESercito), che mantiene tutt'oggi a parte una parentesi di circa quattro anni: nel 1999 viene infatti denominata "Cavalleria dell'Aria" in quanto considerata specialità dell'Arma di Cavalleria, mentre riprende la sua denominazione originaria nel 2003, tornando ad essere considerata specialità dell'intera Forza Armata.

Oggi i mezzi in dotazione all'AVES, che in seno all'Arma prendono sigle specifiche, spaziano dai velivoli da trasporto leggero e lancio di paracadutisti bimotori Dornier 228 a quelli da trasporto personale Piaggio P-180, per passare a vari modelli di elicottero.

Partendo dai sempre validi ma ormai anziani AB.205 e 206 usati per l'addestramento dei piloti (le cui versioni attuali sono denominate in seno all'Arma UH-205A e RH-206C), si passa ai piu' moderni AB.412 (denominati HH-412A) in uso ai reparti speciali, ai nuovissimi AW.169 (denominati UH-169) in corso di consegna che assolveranno svariati ruoli sostituendo modelli piu vecchi, agli A.129 (nella ultima iterazione del "Mangusta" da attacco AH-129D) che verrà progressivamente sostituito dalla sua evoluzione AW.249 "Fenice", attualmente in fase di test e sviluppo alla Leonardo, fino alla più recente versioni degli elicotteri da trasporto CH-47 (denominata ICH-47F) e ai nuovissimi elicotteri pesanti NH-90, utilizzati anche dai reparti speciali del 3° REOS, che prendono la denominazione di UH-90A.

Allo stato attuale la struttura del Comando AVES basato a Viterbo è piuttosto complessa e da essa dipendono diverse Brigate e singoli Reggimenti, nello specifico la Brigata AVES, la Brigata Aeromobile "Friuli", la Brigata Sostegno AVES, il Centro Addestrativo AVES, il Reparto Comando e Supporti Tattici del Comando AVES ed il 3° Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali (REOS) "Aldebaran".
Le Brigate sono a loro volta composte da diversi Reggimenti (che possono usare mezzi di diversa tipologia, normalmente divisi in Squadroni), sparsi sul territorio nazionale o distaccamenti all'estero, come nel caso del nostro contingente UNIFIL in Libano. La Brigata AVES è composta dal 1° Reggimento AVES "Antares" (di base a Viterbo), dal 2° Reggimento AVES "Sirio" (di base a Lamezia Terme), dal 21° Distaccamento Permanente AVES "Orsa Maggiore" (di base a Cagliari), dal 4° Reggimento AVES "Altair" (di base a Bolzano), dal 34° Distaccamento Permanente AVES "Toro" (di base a Torino) e dal 28° Gruppo Squadroni "Tucano" (di base sull'aeroporto "Fabbri" di Viterbo, e unico reparto dotato di mezzi ad ala fissa).

La Brigata Aeromobile "Friuli" inquadra il 5° Reggimento AVES "Rigel", il 7° Reggimento AVES "Vega", il 66° Reggimento Fanteria Aeromobile "Trieste", l'87° Reparto Comando e Supporti Tattici ed il Poligono Militare di Foce Reno. La Brigata Sostegno AVES è composta dal 1° Reggimento SOSTAVES "Idra" (di base a Bracciano), dal 2° Reggimento SOSTAVES "Orione" (basato a Bologna), dal 3° Reggimento SOSTAVES "Aquila" (di Orio al Serio) e dal 4° Gruppo SOSTAVES "Scorpione" (anch'esso di base a Viterbo).

I festeggiamenti di quest'anno hanno coinvolto praticamente tutte le sedi di reparto, che durante l'anno hanno organizzato celebrazioni a livello locale e hanno raggiunto il loro apice con la cerimonia pubblica svoltasi a Viterbo, sede del Comando AVES, lo scorso 15 Maggio 2026, preceduta dall'Open Day che il 13 Maggio ha aperto le porte del Centro Addestativo dell'Aviazione dell'Esercito (CAAVES).
Precorsa dalle prove di sorvolo sulla città nelle giornate immediatamente precedenti e mantenendo comunque l'attività addestrativa prerogativa della struttura, sui piazzali del CAAVES, sede separata ma limitrofa al sedime dell'Aeroporto "Fabbri" di Viterbo, il Comando AVES ha infatti allestito una interessante e completa mostra statica di tutti i modelli di elicottero in dotazione all'Arma tra cui spiccava uno splendido ICH-47F adornato per l'occasione sul lato sinistro con una livrea celebrativa dell'Anniversario.

La presenza di visitatori è stata nutrita nonostante la giornata lavorativa e i rovesci del meteo primaverile, con numerosissime scolaresche arrivate già dall'apertura dei cancelli che hanno affollato con entusiasmo i mezzi esposti grazie alla disponibilità dei loro equipaggi e del personale della base. I giovani visitatori hanno anche particolarmente apprezzato, tra i vari stands allestiti per l'evento, quelli attrezzati con i simulatori di volo d'elicottero, che hanno permesso loro di calarsi nel ruolo di futuri piloti dell'Arma.

La visita non si esauriva alla sola mostra statica ma era possibile anche l'accesso al Museo dell'AVES, con l'esposizione dei mezzi che ne hanno fatto la storia posizionati all'esterno della struttura e alle sale interne che ne illustravano sottoforma di fotografie, filmati, documenti e attrezzature (dalle tute di volo, ai caschi, alle strumentazioni agli effetti personali degli equipaggi) gli eventi salienti

Particolaremnte toccante l'allestimento di una sala apposita del Museo che onora la memoria dei purtoppo numerosi caduti di questa specialità, molto spesso impegnati in missioni di pace all'estero o di aiuto alla popolazione civile e mai dimenticati dai loro commilitoni.

In tema di memoria storica e a margine delle celebrazioni ci piace infine ricordare l'iniziativa di Ermete Grillo, pilota e graduato dell'Esercito impegnato nella realizzazione di una replica volante del Macchi-Hanriot HD.1, esposto nell'attuale stato di costruzione.

Il modello, monomotore da caccia, è quello utilizzato dell'Asso della Prima Guerra Mondiale del Regio Esercito Flavio Torello Baracchini, accreditato di 31 vittorie, vero precursore della moderna Aviazione dell'Esercito e tra le figure spesso dimenticate ma da ricordare, specialmente in occasione di un anniversario così importante.

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La Redazione di AvioRep.it desidera ringraziare tutto il personale del CAAVES di Viterbo coinvolto nell'organizzazione dell'Open Day per la pazienza e la professionalità dimostrata durante la visita.

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